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Gioco responsabile: se la preoccupazione riguarda qualcuno che ti sta vicino

Questa pagina è per chi guarda il gioco di un’altra persona e si chiede se sia il caso di intervenire: un partner, un figlio maggiorenne, un amico. Vale anche per chi gioca e vuole capire come lo vedono gli altri. Se vuoi parlare con qualcuno subito, chiama l’800 55 88 22, il Telefono Verde Nazionale dell’Istituto superiore di sanità sul gioco d’azzardo: la chiamata non costa nulla e non devi dare il tuo nome.

Cosa si nota da fuori

Chi sta intorno se ne accorge spesso prima di chi gioca. I segnali più concreti non riguardano il tempo passato davanti allo schermo ma le conseguenze:

  • soldi che mancano senza una spiegazione, o richieste di prestiti ripetute;
  • risposte evasive su dove si sono spesi i soldi;
  • serate che si allungano fino a tardi, con irritazione quando qualcuno interrompe;
  • il gioco che diventa l’argomento di ogni conversazione, oppure l’unico argomento che si evita.

Anche le cifre del bonus aiutano a capire la pressione. Un benvenuto che di solito richiede una giocata a 45x entro 7 giorni trasforma una prima tappa da 500 € in 22.500 € di puntate, cioè oltre 3.200 € al giorno. Chi insegue una scadenza così gioca sera dopo sera, e a quel punto il bonus non è più un’opzione ma un obbligo che ci si è imposti.

Come parlarne partendo da un numero del conto

Scegli un momento calmo, non subito dopo una perdita. Parti da una cifra che hai visto o che la persona stessa ti ha detto, per esempio tre versamenti da 200 € in un mese, e non da un’etichetta come «sei dipendente». Poi fai una domanda aperta: «Come ti sembra questo mese?». Se la persona gioca su Lucky Capone, puoi proporre il passo più concreto che il conto offre, cioè un limite di deposito scelto da lei, e lasciare che sia lei a decidere la cifra.
Se è un adulto, la decisione di cambiare resta sua: puoi offrire ascolto e il numero del Telefono Verde, non decidere al suo posto. Se la conversazione va male, non significa che hai sbagliato. Spesso serve più di un tentativo, e il primo è soprattutto un modo di far sapere che ci sei.

Cosa può fare chi gioca, nel proprio conto

Gli strumenti del conto li imposta chi gioca. Chi ha un conto su Lucky Capone trova il limite di deposito e l’autoesclusione. Il limite si può di solito impostare su base giornaliera, settimanale o mensile. Ci sono in genere anche pause e limiti di sessione, e una modifica verso l’alto di solito non scatta subito ma dopo un’attesa.
Per chi ti sta vicino la cosa utile è saperlo e proporlo, non imporlo. Un limite di deposito scelto dalla persona stessa tiene più di uno deciso da altri, e l’autoesclusione resta la scelta più netta quando il problema non è un importo ma il controllo del gioco. Per parlare della propria situazione con il casinò c’è la chat dal vivo, attiva 24 ore su 24.

Fare il conto insieme

I numeri aiutano quando le parole non bastano, perché non accusano nessuno. Basta sommare i depositi del mese: tre versamenti da 200 € sono 600 €, e in un anno 7.200 €. Un limite di 60 € a settimana, per confronto, vuol dire 240 € in quattro settimane e 3.120 € in un anno. Un limite mensile di 150 €, invece, vale 1.800 € in un anno, un quarto di ciò che spenderebbero tre versamenti da 200 € ogni mese. Mettere queste cifre accanto a quanto la persona può permettersi di perdere rende visibile la distanza tra ciò che versa e ciò che potrebbe versare con un freno scelto da lei.
Lo stesso vale per la scadenza del bonus. Una prima tappa da 200 € richiede di solito 9.000 € di giocata in 7 giorni, cioè 1.285,71 € al giorno: se quella cifra è più alta di quanto la persona versa in un mese, la scadenza sta pesando più del divertimento. Se i numeri non tornano, la domanda da fare non è «perché giochi tanto» ma «quanto sei disposto a lasciare su questo gioco questo mese». Un limite di deposito scelto su quella risposta è più solido di qualsiasi promessa.

Quando serve un aiuto esterno

Alcuni segnali dicono che non basta più una conversazione in famiglia: debiti che crescono, bugie continue sui soldi, un gioco che occupa il lavoro o le relazioni. A quel punto il riferimento è l’800 55 88 22 del Telefono Verde Nazionale: chiamare è gratuito, e si può restare anonimi. Il sito iss.it/dipendenze descrive il servizio.

Se in casa ci sono minorenni

In Italia si può giocare d’azzardo solo da maggiorenni, cioè dai 18 anni compiuti. Con minorenni in famiglia, smartphone, tablet, carte di pagamento e conti di gioco vanno custoditi in modo che non li usino, e anche i dati di accesso a un conto di gioco di un adulto di casa non si lasciano in giro.

Scrivici

Se vuoi raccontarci una situazione legata al gioco, scrivi a [email protected]. Ciò che scrivi resta tra noi e serve solo a risponderti. Non possiamo intervenire sul conto di nessuno, ma dirti a chi rivolgerti sì.